Tre giorni, poi tutto divenne palese:
la terra dà silenzio e il cielo riposo.
Uno iniziò la corsa con ogni suo bene;
con terra e cavallo, silenzio e pazienza…

Così si apre la Ballata di Mazeppa di Bertolt Brecht. Il silenzio della terra e il riposo evocati dal cielo sono esperienze che è possibile vivere a Pescasseroli, grazie ai suoi paesaggi sconfinati e alle sue montagne immarcescibili. Quest’anno il Festival ha per tema, per concept il silenzio. Silenzio come momento di intima riflessione personale; ma anche il silenzio divenuto ormai un lusso insostenibile per chi vive in città. Solo luoghi come Pescasseroli possano restituirlo in maniera plausibile.

 

Due nomi illustri quest’anno: Dacia Maraini, una delle più note e amate scrittrici italiane (tra i tanti premi e riconoscimenti da lei vinti, ricordiamo lo Strega e il Campiello) e Gemma Bertagnolli, soprano tra i più apprezzati del panorama lirico contemporaneo, ambasciatrice UNICEF e voce della Deutsche Grammophon. Di grande fascino, poi, l’esecuzione dell’opera in prima assoluta (è stata scritta proprio in occasione del Festival) de “Il Silenzio che non voglio sentire” di Pasquale Filastò, noto compositore di musica da film, che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Nanni Moretti, Roberto Benigni, Nicola Piovani e Sabina Guzzanti.

  1. Il festival si apre con la mostra di Antonino Ercolino. Le sue tele, che eternano e trasfigurano scorci di Pescasseroli e dintorni, vengono esposte nella sala L’angolo di Casta.
  2. I Flamentango Project (chitarre, fisarmonica, bandoneon, cello, voce e flauto), gruppo di punta italiano di flamenco e tango, tiene un concerto sold-out nella Baita di Padre Terzi. Prima della musica, applausi per l’intervista pubblica con Dacia Maraini, che parla dell’importanza del silenzio nella scrittura.
  3. Nell’Abbazia SS. Pietro e Paolo, Gemma Bertagnolli canta arie di A. Vivaldi, accompagnata dalla vivacissima formazione da camera Gli Archi del Cherubino.
  4. I Flauti di Toscanini suonano in un concerto in quota (Monte Costa delle Vitelle) con musiche di compositori del melodramma italiano (V. Bellini, G. Rossini, G. Verdi, G. Donizetti), dirette dal M° Paolo Totti.
  5. Gran Concerto di Ferragosto. Gli Archi del Cherubino si esibiscono con l’oboista toscano Fabio Bagnoli.
  6. Saida Zulfugarova, pianista russo-francese, ed Elvira Di Bona eseguono musiche di R. Schumann e A. Vivaldi. Gianluca Tarquinio, musicologo, storico e musicista, introduce. In più, le due musiciste si cimentano nella prima esecuzione assoluta dell’opera “Il Silenzio che non voglio sentire” di Pasquale Filastò.
  7. L’evento di chiusura, ai Colli Bassi vede il pianista romano Sebastiano Brusco, “tecnico e lirico”, eseguire musiche di F. Chopin, F. Schubert e S. Brusco.

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